15/12/11

George Whitman, 'Shakespeare and Company'


Com'è andata l'intervista di ieri? Chiara, la mia omonina intervistatrice sostiene bene, io dico che poteva andare peggio. Purtroppo, perdonatemi, l'emozione mi instupidisce, e di tutte le cose che avevo in testa, in diretta mi sa che ne ho dette un quarto e non so come...


Cambiando argomento, è con dispiacere che annuncio che proprio ieri ci ha lasciati George Whitman, incredibile personaggio, proprietario e gestore della storica libreria Shakespeare and Company a Parigi, libreria in lingua inglese, luogo d'incontro e punto focale per menti eccellenti, prima con scrittori e artisti della generazione perduta (E.Hemingway,E.Pound, F.S.Fizgerald,Man Ray,J.Joyce...) e poi, con George, base per molti degli scrittori della beat generation come A.Ginsberg e W.Burroughs.
Ma il mio pensiero è tutto per George...

che ho avuto l'onore di conoscere nel mio passato francese e nel mio periodo parigino, periodo in cui appunto risiedevo in suddetta libreria.
Perchè, e per chi non lo sapesse, una particolarità della Shakespeare and Co. era di ospitare giovani scrittori e artisti tra i suoi molti libri e mura, in cambio di piccoli lavori. E una piccola biografia.
Di giorno aiutavi o vivevi Parigi, di notte spostavi i libri e dormivi.
E' stato un periodo stupendo, pieno di imput, in compagnia di altre giovani menti ospitate di diverse nazionalità, tra cui ricordo l'amico italiano Riccardo Antoniani, grazie al quale acquistai un posto letto persino al terzo piano(ambitissimo, visto che apriva le porte al pubblico solo le domeniche).
Avrete capito che il mio ricordo è estremamente intenso e affettuoso, e colmo di anedotti:
George che mi parlava con un italiano preso direttamente da Dante/ io che non capendo l'inglese sono finita a pulire il suo appartamento-stanza al primo piano, vero antro di un topo da bibblioteca/ la notte che George mi ha svegliata e chiesto la biografia per la mattina seguente da lasciare alla Shakespeare, e, visto i soliti problemi di inglese, la nottata in cui l'ho disegnata/ il sorriso di George quando l'ho consegnata/ il video-cena con lettere e persone, a proposito della comunicazione e modi di comunicare che ho girato al suo interno/ il guardare Notre Dame e la Senna dalla finestra...

Per tutto questo ed altro ancora, grazie George.
E che la Shakespeare and Company abbia lunga vita, nelle mani di tua figlia Sylvia.

E per chi ne vuole sapere di più: http://www.shakespeareandcompany.com/


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